Il mio diario
Informazioni e consigli per affrontare il percorso di chirurgia bariatrica
Introduzione
Questa guida offre tutte le informazioni necessarie per affrontare il percorso di chirurgia bariatrica, trovare le risposte a dubbi e domande riguardo l’iter pre- e postoperatorio e prepararsi all’intervento. Il centro obesità di Humanitas si avvale di un’équipe multidisciplinare composta da personale medico ed infermieristico specializzato, che accompagna e supporta il paziente durante l’intero percorso. In seguito all’idoneità, stabilita durante la prima visita, il percorso di cura prevede i seguenti passaggi:
- Pre-ricovero: una giornata dedicata all’incontro del team bariatrico con i pazienti e familiari (counselling), ad una visita personalizzata alla presenza dell’equipe medico-infermieristica in preparazione all’intervento e all’esecuzione degli esami e indagini diagnostiche.
- Ricovero (intervento e post-operatorio immediato): momento in cui si mettono in atto i comportamenti corretti per favorire una rapida ripresa, ridurre nausea e dolore, migliorare la capacità respiratoria ed imparare a gestire un regime alimentare adeguato.
- Follow-up: contatto telefonico a una settimana dall’intervento; seguiranno visite di controllo a tempi stabiliti, da svolgersi per tutta la vita.
In ognuna di queste fasi la collaborazione del paziente e dei familiari è fondamentale: lavorando insieme (paziente ed équipe) si garantiscono, infatti, risultati migliori e duraturi.

Prima del ricovero
PREPARARSI AL PRE- RICOVERO
- rimanere a digiuno da solidi e liquidi dalla mezzanotte del giorno prima
- assumere la propria consueta terapia con poca acqua (ad eccezione degli ipoglicemizzanti)
- portare tutti gli esami ed i referti più recenti, carta d’identità, tessera sanitaria ed impegnativa del medico curante
IL PRE-RICOVERO
Il pre-ricovero è la fase che precede il ricovero. È importante perché si tratta della prima parte di un percorso diagnostico approfondito che comprende visite ed esami finalizzati a verificare l’idoneità del paziente all’intervento programmato. La segreteria indica al paziente il giorno, l’orario e il luogo di convocazione.
Il pre-ricovero prevede le seguenti tappe:
- esami ematochimici
- elettrocardiogramma
- riunione esplicativa del percorso (counselling)
- RX transito del tubo digerente o gastroscopia
- visita congiunta con anestesista, chirurgo ed infermiere
- eventuali visite specialistiche (ad esempio visita cardiologica) e/o approfondimenti diagnostici (ad esempio ecocardiogramma)
VISITA CONGIUNTA
Al termine del counselling viene effettuata una visita singola personalizzata multidisciplinare (anestesista, chirurgo e infermiere). In questa fase si procede alla raccolta di tutte le informazioni sulla salute del paziente (anamnesi) e vengono valutati i risultati degli esami diagnostici effettuati. In casi particolari, potranno altresì essere richiesti degli accertamenti di approfondimento.
Al termine della visita vengono firmati tutti i consensi informati.
COUNSELLING
Il counselling è un momento di gruppo fondamentale dove si ha la possibilità di incontrare e conoscere di persona gli esperti che seguiranno il paziente durante il percorso (infermiere, anestesista, chirurgo e nutrizionista).
Viene proiettato un video esplicativo in seguito a cui si ha la possibilità di confrontarsi con gli altri pazienti e chiarire ogni dubbio con i membri dell’équipe.
La parte successiva è dedicata all’incontro con la nutrizionista, per fornire le prime informazioni fondamentali per affrontare il nuovo stile di vita. A questo incontro possono partecipare anche i familiari: essi hanno infatti un ruolo importante nel prendersi cura della salute del paziente e nel supportarlo lungo tutto il percorso.
Interventi chirurgici
INTERVENTI CHIRURGICI
Tutti gli interventi sono eseguiti in anestesia generale. Vengono utilizzati farmaci specifici, studiati per il paziente obeso e quindi a rapido smaltimento. Le procedure chirurgiche sono realizzate mediante tecnica mini-invasiva (laparoscopia), ma, in casi particolarmente complessi, vi è la possibilità di conversione alla via laparotomica tradizionale (tecnica open).
Tecniche chirurgiche
Sono validate 4 tipologie di interventi:
- bendaggio gastrico regolabile
- sleeve gastrectomy
- bypass gastrico e OAGB
- diversione bilio-pancreatica /duodenal switch
INTERVENTI RESTRITTIVI MECCANICI
L’approccio restrittivo meccanico ha come obiettivo la perdita di peso ostacolando il passaggio di cibo nello stomaco, obbligando quindi il paziente a mangiare molto di meno. Gli interventi restrittivi puri hanno spesso un’azione limitata nel tempo e sono perciò meno efficaci soprattutto nel mantenimento a lungo termine del peso perso, esponendo chi vi si sottopone al rischio di recupero ponderale. Dall’altra parte però sono reversibili, non gravati da elevato rischio operatorio e peri-operatorio e da complicazioni nutrizionali.

Bendaggio Gastrico Regolabile
Il tipico intervento restrittivo meccanico è il Bendaggio Gastrico Regolabile (BGR). Esso consiste in una semplice strozzatura calibrata dello stomaco atta a creare un impedimento meccanico al passaggio di cibo nello stomaco. Si realizza mediante un anello di silicone con diametro interno, modificabile dall’esterno mediante puntura percutanea di un porth alloggiato nel sottocute e collegato con un tubicino a una camera circolare dilatabile sita, appunto, nell’interno dell’anello.
INTERVENTI RESTRITTIVI ORMONALI
L’approccio restrittivo ormonale ottiene la perdita di peso grazie ad una riduzione dell’introito di cibo, che, a differenza dell’approccio restrittivo puro, non è forzata ma spontanea e gradita, in quanto riduce drasticamente l’appetito e dà un forte e precoce senso di sazietà. A questo meccanismo di azione sono attribuiti due interventi: Sleeve Gastrectomy (SG) e Bypass Gastrico (RYGB). Nei primi anni il calo ponderale è importante (circa il 60% e oltre del sovrappeso), sovrapponibile nelle due procedure e si ottiene senza grossi sforzi da parte del paziente. Tuttavia, anche in questi interventi, il mantenimento del peso perso nel lungo periodo è affidato alla collaborazione del soggetto operato, che, al lento ritorno dell’appetito,

Sleeve Gastrectomy
La sleve gastrectomy consiste in una resezione gastrica verticale, ovvero nell’amputazione di circa l’80% dello stomaco, rendendolo un tubulo stretto e lungo. In questo modo si lascia intatta la continuità intestinale, riducendo molto le complicanze nutrizionali.

Bypass Gastrico
Il bypass gastrico consiste nella creazione di una piccolissima tasca gastrica cui si attacca un’ansa intestinale, escludendo quindi dal transito alimentare lo stomaco distale, il duodeno e le prime anse digiunali. Questo intervento, è molto più efficace della sleeve gastrectomy nella terapia del diabete mellito di tipo 2, ma causa carenze nell’assorbimento di calcio e ferro, che il paziente dovrà pertanto integrare ciclicamente per tutta la vita.

Variabili del Bypass Gastrico
Una variabile oggi molto diffusa è il bypass gastrico a singola anastomosi (OAGB, il cosiddetto “Mini bypass gastrico”), dove si pratica una ricostruzione differente. Il bypass gastrico a singola anastomosi è una procedura che prevede la creazione di un lungo tubulo gastrico: al tubulo non più comunicante con il resto dello stomaco viene suturato un lungo tratto di intestino tenue che risulta quindi anch’esso escluso dal transito del cibo. Il minibypass gastrico si differenzia dal bypass gastrico per la tasca gastrica lunga e stretta e per il confezionamento di una singola sutura fra stomaco sezionato e intestino. Come nel bypass gastrico standard lo stomaco ed il duodeno sono esclusi dal transito degli alimenti e non sono pertanto più esplorabili con le tradizionali procedure endoscopiche (gastroscopia, ERCP). L’intervento non asporta alcuna parte di intestino o stomaco. L’OAGB determina un calo del peso corporeo attraverso un duplice meccanismo: minore introito di cibo e ridotto assorbimento intestinale. Nel follow-up postoperatorio è fondamentale monitorare e integrare le eventuali carenze nutrizionali e vitaminiche che questo intervento potrebbe portare.
INTERVENTI MALASSORBITIVI
Con questo approccio si interviene riducendo la capacità di assorbimento dell’intestino; rispetto alle altre tipologie di interventi il soggetto operato può quindi avere una alimentazione più abbondante ma obbligatoriamente incentrata sulle proteine. Avere separato il cibo dai succhi digestivi per un lungo tratto di intestino tenue (i due si incontrano nel tratto comune solamente a 70 o 100 cm dal colon) ha come conseguenza una mal-digestione e quindi un ridotto assorbimento degli alimenti, specialmente grassi e farinacei. La perdita di peso successiva a questa tipologia di procedura è pari in media di circa il 70% dei chili in eccesso in 12-18 mesi. Il mantenimento del peso nel tempo è più facile che dopo procedure restrittive; la dieta dopo questi interventi è più libera: infatti l’unico alimento la cui assunzione va rigidamente controllata è lo zucchero semplice (contenuto in frutta, dolci, latte, bibite e alcol), il cui assorbimento non è modificato. Pochi mesi dopo l’intervento, senza terapia, il 98% dei soggetti affetti da diabete e quasi il 100% degli ipercolesterolemici raggiungono valori normali di glicemia e colesterolo. Svantaggio del ridotto assorbimento è però la possibilità di sviluppare patologie anche potenzialmente letali: anemia, gravi deficit vitaminici, malnutrizione proteica. Il paziente pertanto deve assumere quotidianamente e per sempre integratori multivitaminici, calcio e ferro, nonché adottare un’alimentazione ricca in proteine. Altra conseguenza della ridotta digestione sono evacuazioni più frequenti (2-4 volte al giorno a un anno dall’intervento, ma molto di più nel primo mese postoperatorio) di feci di consistenza morbida e molto maleodoranti, meteorismo e flatulenza. A questo meccanismo di azione sono attribuiti due interventi: Diversione Bilio-Pancreatica (DBP) e Duodenal Switch (DS).

Diversione Bilio-Pancreatica
La diversione bilio-pancreatica si realizza eseguendo una resezione gastrica distale con ricostruzione su una lunga ansa intestinale, creando un tratto comune assorbitivo di 70 cm.

Duodenal Switch
Una variante della diversione bilio-pancreatica è il duodenal switch: in questo caso lo stomaco viene tubulizzato come si fa per la sleeve gastrectomy. Spesso infatti è un intervento che può venire proposto in caso di fallimento di quest’ultima. Il tratto comune è più lungo rispetto a quello previsto per la diversione bilio-pancreatica, misura infatti 100 cm, ma il meccanismo d’azione è lo stesso.
Ricovero
La segretaria comunica il giorno e l’ora di convocazione per il ricovero, che generalmente coincide con quello dell’intervento.
Cosa fare in preparazione?
- non indossare oggetti metallici (gioielli, collane, anelli, piercing)
- non indossare lenti a contatto
- struccare il viso, togliere smalto, gel e unghie finte(mani e piedi)
- fare una doccia con saponi neutri e non utilizzare creme e/o profumi
- depilazione dalla linea mammaria al pube con crema depilatoria o rasoio elettrico. Non utilizzare lamette.
Cosa mangiare prima dell’intervento?
La sera precedente all’intervento è consigliabile una cena leggera. È consentito assumere liquidi chiari (acqua, caffè nero, thé, camomilla, tisane), fino a 2 ore prima dell’orario di convocazione. Per chi è convocato in tarda mattinata è possibile mangiare 2 fette biscottate o 2 biscotti secchi, fino a 4 ore prima dell’orario indicato.
Come comportarsi con i farmaci?
In caso di utilizzo di:
- farmaci per il trattamento di ipertensione, ipotiroidismo, aritmie cardiache, epilessia: devono essere assunti anche la mattina dell’intervento con poca acqua, almeno 2 ore prima dell’orario di convocazione
- antidiabetici orali e/o insulina: seguire le indicazioni fornite al pre-ricovero
- pillola anticoncezionale: seguire le indicazioni fornite al pre-ricovero
- oppioidi orali o cerotti/terapia per dolore cronico: è possibile continuare regolarmente ad assumere la terapia, salvo diversa indicazione fornita al pre-ricovero
- anti-aggreganti o anti-coagulanti: seguire le indicazioni fornite al pre-ricovero
- terapia immunosoppressiva/cortisonici: seguire le indicazioni fornite al pre-ricovero.
Se poco prima del ricovero si manifesta un qualunque problema di salute (es. sintomi di raffreddore o febbre),
avvisare la segreteria o il chirurgo di riferimento.
Cosa devo portare con me?
- impegnativa con richiesta di ricovero per intervento chirurgico a cura del medico curante
- carta di identità e tessera sanitaria
- tutta la documentazione clinica (esami del sangue, referti, radiografie) indicata dal medico
- farmaci personali (poiché potrebbero non essere disponibili in ospedale)
- apparecchiatura per la C-PAP (per chi ne fa uso)
- calze elastiche antitrombosi con le caratteristiche fornite al pre-ricovero. Il prodotto può essere acquistato presso farmacie o negozi di articoli sanitari. Se non si trovasse la taglia adeguata si devono acquistare le più grandi in commercio
- prodotti per l’igiene: sapone, detergente intimo, pettine, spazzolino e dentifricio, asciugamani, set per la barba
- abbigliamento: si può indossare l’indumento più comodo (pigiama, camicia da notte o tuta) con pantofole o scarpe da ginnastica.
Dove devo andare?
Per il ricovero recarsi all’accettazione ricoveri, situato al piano terra del building 2 (primo corridoio a destra dietro alle scale mobili). Una volta conclusa la fase di accettazione, recarsi nella sala di attesa del Blocco Operatorio F (BOF, building 2, primo piano) e attendere la chiamata dell’operatore.
IN SALA OPERATORIA
Al momento della chiamata in sala operatoria, al paziente viene chiesto di indossare un camice (fornito dalla struttura) e le calze elastiche (acquistate dal paziente). Protesi dentarie mobili, apparecchi acustici o occhiali vanno rimossi. Il paziente entra in sala operatoria direttamente sul lettino su cui viene operato; vengono presi due accessi venosi ed inizia l’infusione di alcuni farmaci in preparazione all’intervento.
Il paziente viene poi posizionato a gambe e braccia divaricate da sveglio, in modo da trovare insieme agli operatori la posizione più confortevole possibile. Come precedentemente detto, gli interventi vengono eseguiti in anestesia generale. Al termine dell’intervento, il paziente viene trasferito nel locale antistante la sala operatoria (recovery room), dove gli anestesisti ed il personale infermieristico valutano lo stato clinico dopo il risveglio dall’anestesia.
Ai pazienti portatori di C-PAP, viene fatta indossare l’apparecchiatura per garantire il miglior risveglio possibile. In questa fase, dopo circa mezz’ora, il paziente viene fatto alzare, stimolato a camminare e a bere. La deambulazione precoce è molto importante perché aiuta a riacquistare più velocemente l’autonomia, riduce complicanze respiratorie ed è preventiva nei confronti dei fenomeni trombo-embolici. È altresì il miglior alleato nell’alleviare il dolore e la nausea post-operatori. Dopo il periodo di osservazione e di mobilizzazione in recovery room, il paziente viene trasferito nel reparto di degenza.
IN DEGENZA
L’accoglienza in reparto è svolta dal personale infermieristico che:
- fornisce indicazioni sulla stanza di degenza, il servizio alberghiero, il funzionamento dei presidi e gli orari di visita
- raccoglie informazioni sullo stato di salute del paziente.
La tipologia di intervento, in genere, non richiede un’assistenza continua da parte dei familiari durante la permanenza in reparto. Tuttavia, è molto importante che i familiari siano presenti per stimolare la mobilizzazione. I familiari possono accedere al reparto dalle 10.00 alle 20.00 e devono essere al massimo uno per stanza.
COSA FARE DOPO L’INTERVENTO DI CHIRURGIA BARIATRICA
Camminare
È la prima risoluzione al dolore.
Il dolore si attenua con il movimento, di conseguenza, più ci si muove e più si sta meglio. Camminare previene inoltre le complicanze trombo-emboliche. È importante monitorare il movimento, ed è possibile farlo tramite l’utilizzo di apposite APP sul proprio smartphone. In caso di presenza di drenaggio addominale o di intervento per via tradizionale, il paziente non dev’essere scoraggiato dal camminare e svolgere tutte le attività consigliate.
Ginnastica respiratoria
L’incentivatore respiratorio va utilizzato per 4-5 volte ogni ora. L’esercizio ha lo scopo di migliorare la performance respiratoria e di prevenire le complicanze respiratorie post intervento. Per questo viene utilizzato anche la settimana successiva alla dimissione. Per i pazienti più a rischio, la settimana prima dell’intervento, è di aiuto costruire un incentivatore respiratorio artigianale inserendo una cannuccia nel tappo di una bottiglia da 1/2 litro di acqua, riempita a metà. Soffiando nella cannuccia, fare le bolle all’acqua 4-5 volte ogni ora.
Bere
Dopo l’intervento non si riusciranno a bere dei bicchieri d’acqua; si comincia a piccoli sorsi, prendendo come misurino il tappo della bottiglia. Prima della dimissione è necessario dimostrare di riuscire a bere in modo accettabile, in caso contrario non si verrà dimessi. Si possono bere liquidi chiari a temperatura ambiente.
Compilare il modulo
All’arrivo in degenza viene consegnato l’incentivatore respiratorio e consigliato di scaricare un’APP sul proprio smartphone per monitorare il movimento. Per ogni giorno di degenza si dovranno annotare le azioni previste (numero di passi, sorso, esercizi respiratori) negli orari indicati.
Post-operatorio
IL DOLORE POST-OPERATORIO
Il dolore può essere controllato grazie all’utilizzo di adeguate tecniche anestesiologiche e farmaci. E’ tuttavia fondamentale la collaborazione del paziente. Tenendo sotto controllo il dolore è possibile muoversi, alimentarsi e favorire i processi di guarigione dei tessuti. Per poter identificare la cura migliore, durante il ricovero in ospedale, un infermiere dedicato e un anestesista ne valutano l’intensità attraverso una scala numerica che va da 0, nessun dolore, a 10, che indica il peggior dolore immaginabile. Oltre a misurare l’intensità del dolore, viene chiesto di descriverne la tipologia indolenzimento, crampo, bruciore, ecc.) e la localizzazione (oltre che all’addome, il dolore può anche essere riferito al torace e/o alla schiena). Questo permette di identificare la cura migliore. Il dolore diventa più difficile da eliminare quando è insistente; i farmaci antidolorifici vengono pertanto prescritti ad orari fissi e devono essere assunti puntualmente anche in assenza di dolore.

Nel caso in cui, nonostante le terapie somministrate e la corretta mobilizzazione, il dolore non fosse adeguatamente controllato è possibile utilizzare ulteriori farmaci: è importante tener conto che un effetto collaterale è il peggioramento della nausea. La posizione assunta in sala operatoria e la laparoscopia, potrebbero causare dolore a livello delle spalle: anche in questo caso è possibile richiedere un antidolorifico aggiuntivo per alleviare la sintomatologia, che comunque regredisce progressivamente nei giorni successivi. Oltre alle terapie farmacologiche, per alleviare la nausea
ed il dolore, si ribadisce l’importanza della mobilizzazione e della ginnastica respiratoria. Durante l’operazione possono venire temporaneamente irritati alcuni fasci nervosi, per cui può capitare di avvertire formicolio, intorpidimento o alterazione della sensibilità all’addome fino a qualche mese dopo l’intervento. Se si assumono già medicine contro il dolore è bene comunicarlo al medico di riferimento prima dell’intervento chirurgico.
PRIMA GIORNATA POST-INTERVENTO
La mattina successiva all’intervento, il paziente viene rivalutato dal chirurgo, dall’anestesista e dagli infermieri. Viene inoltre effettuato un prelievo ematico di controllo. Durante la giornata si svolge l’incontro con la nutrizionista, per spiegare come rialimentarsi durante il primo mese post-operatorio e nel periodo successivo. I consigli alimentari sono differenti in base al tipo di intervento chirurgico effettuato, viene pertanto consegnata una brochure specifica. E’ fondamentale attenersi strettamente a queste norme comportamentali per evitare potenziali complicanze chirurgiche anche gravi. Anche in questa giornata è necessario continuare a bere, camminare e a praticare la ginnastica respiratoria. Se la mobilizzazione è stata efficace, su indicazione medica, si potranno rimuovere le calze elastiche. Se il paziente riesce a bere adeguatamente, vengono sospese le terapie endovenose e verranno somministrati i farmaci per via orale.
Dimissioni
Viene effettuata, in base al tipo di intervento, in seconda o terza giornata post-operatoria entro la tarda mattinata, salvo impedimenti e complicanze. Prima di dimettere il paziente, un medico dell’équipe consegna la lettera di dimissione (e l’eventuale certificato di malattia per 15 giorni) ed è a disposizione per chiarire eventuali dubbi. L’infermiere di turno informa il paziente sulle iniezioni sottocutanee da effettuare e controlla le ferite; è a sua volta a disposizione per chiarire eventuali dubbi.

TECNICA DI INIEZIONE SOTTOCUTE
Preparazione: lavarsi le mani e procurarsi l’occorrente (siringa pre-riempita, cotone e disinfettante)
Dove fare l’iniezione: il personale infermieristico mostra le sedi utilizzabili per la somministrazione delle iniezioni sottocutanee. È importante alternare la sede di iniezione al fine di evitare accumulo di farmaco e di migliorarne l’assorbimento.
Come fare l’iniezione:
- disinfettare la pelle, tamponando con il cotone
- sollevare una plica cutanea tra il pollice e l’indice
- introdurre completamente l’ago in maniera perpendicolare alla cute
- iniettare lentamente il farmaco mantenendo la plica cutanea sollevata per essere certi di iniettare l’eparina nel sottocute e non nel muscolo.
Terminata l’iniezione, tamponare delicatamente la sede con un nuovo batuffolo di cotone, senza strofinare
Dove posso richiedere il certificato di degenza?
Al momento della dimissione è possibile richiedere presso l’accettazione ricoveri (building 2, piano terra) un documento che indichi data di ingresso e di uscita. Per il certificato di malattia oltre ai primi 15 giorni, si consiglia di fare riferimento al proprio medico curante.
Dove posso richiedere la copia della cartella clinica?
La richiesta può essere fatta agli sportelli dell’ufficio ricoveri (piano terra building 2) negli orari di apertura indicati, oppure lasciando un messaggio alla casella vocale 02.8224.6859 o inviando una email all’indirizzo richiestacartellecliniche@humanitas.it. La cartella può essere ritirata dal paziente, o da una terza persona (munita di delega e copia dei documenti del paziente) oppure può essere spedita all’indirizzo di residenza del paziente. Il costo della cartella clinica è di € 20.00 e sarà pronta al ritiro o alla spedizione entro 30/40 giorni lavorativi (2 mesi).
Follow-up

La dimissione dall’ospedale non chiude il percorso della chirurgia bariatrica.
- A circa 7 giorni dall’intervento il paziente riceve una telefonata per verificare che il suo percorso a domicilio proceda nella maniera migliore.
- Controlli ambulatoriali periodici post-intervento (dopo 6 settimane, 6 mesi, 1 anno, 18 mesi, 2 anni e poi una volta all’anno per tutta la vita) per verificare la perdita di peso, confrontarsi sul regime alimentare e verificare esami ematochimici e/o diagnostici. Si tratta di una visita prima nutrizionale e poi chirurgica. I migliori risultati (perdita di peso con poche complicazioni) possono essere ottenuti solo da una stretta collaborazione fra operato e operatore.
- Il supporto psicologico post intervento è assicurato a tutti i pazienti; rappresenta un momento fondamentale nell’approccio al “problema alimentare” e nel programma di trattamento dell’obesità grave. E’ possibile inoltre partecipare ad incontri di gruppo di supporto psico-dietologico post intervento.
Stile di vita post-intervento
ALIMENTAZIONE
Dopo il periodo di svezzamento post-operatorio, il paziente deve ricominciare ad alimentarsi normalmente, imparando però ad effettuare le giuste scelte in base al tipo di intervento effettuato (restrittivo o malassorbitivo). È necessario imparare a riconoscere i cibi più sani e abituarsi a cucinarli in maniera salutare, limitando l’uso di condimenti senza rinunciare al gusto. Occorre variare la propria dieta assicurando un’equilibrata assunzione di tutte le sostanze nutritive. Le proteine devono essere presenti in giuste quantità, sono infatti indispensabili per garantire il mantenimento della massa muscolare. È preferibile consumare proteine derivanti da cibi contenenti pochi grassi come carni bianche e magre, pesce e legumi. I carboidrati sono fonte di energia e la loro assunzione di dipende dalle esigenze cliniche della persona. Sono preferibili quelli derivanti da cibi realmente integrali (almeno 10-11% di fibre). Verdure e frutta, oltre alla fibre, contengono un elevato apporto di sali minerali e vitamine, con effetto antiossidante. Bisogna ricordare però che la frutta ed alcune tipologie di verdure sono ricche di zuccheri e pertanto vanno limitate.
Consigli generali
- Frazionare l’introito in 5 pasti al giorno (3 principali e 2 spuntini); con gli interventi malassorbitivi si possono effettuare anche solo i 3 pasti principali.
- Non mangiare tra un pasto e l’altro. • consumare il pasto lentamente, masticando accuratamente e a piccoli bocconi: un pasto principale deve durare circa 20-30 minuti.
- Non assumere contemporaneamente liquidi e cibi solidi.
- Raggiunto il senso di sazietà non sforzarsi di mangiare ulteriormente.
- Privilegiare alimenti di consistenza solida da masticare, tralasciando quelli morbidi e cremosi.
- Evitare bibite, bevande zuccherate, gassate e alcolici
- Evitare dolci, zuccheri semplici e cibi ricchi di grassi animali.
Consigli alimentari specifici per Interventi Restrittivi
Con gli Interventi Restrittivi è necessario prediligere il consumo di proteine rispetto ai carboidrati: nei primi 3 mesi si consiglia di assumerle sia a pranzo che a cena, consumando carboidrati secchi solo agli spuntini alternandoli con la frutta. Limitare le carni rosse, i formaggi ed i salumi. Attenzione a non eccedere con il sale ed i condimenti.
Cucinare preferendo metodi di cottura sani quali vapore, cartoccio, microonde, piastra o griglia (facendo attenzione a non rendere i cibi troppo asciutti).
Sostituire i grassi normalmente usati per insaporire, ammorbidire e non far aderire il cibo alla pentola, con altri elementi in grado di dare lo stesso effetto, come acqua, latte scremato, sugo di pomodoro, ecc. Bere almeno un litro e mezzo/due litri di acqua naturale o lievemente frizzante al giorno. Assumere integratori e vitamine quando prescritto.
Consigli alimentari specifici per Interventi Malassorbitivi
Con gli Interventi Malassorbitivi è necessario prediligere il consumo di proteine rispetto ai carboidrati: iniziare il pasto sempre prima con le proteine e solo successivamente introdurre i carboidrati. Con questa tipologia di interventi sono ammesse anche le carni rosse, gli insaccati, le uova ed i formaggi. Limitare il consumo di latte, frutta, verdura e legumi.
Cucinare secondo il metodo di cottura preferito: con questa tipologia di interventi sono possibili anche i fritti.
Bere al massimo un litro/un litro e mezzo di acqua al giorno. Assumere quotidianamente e a vita gli integratori di calcio, ferro e vitamine.
ATTIVITÀ FISICA
Dedicarsi all’attività fisica è uno degli elementi cardine di uno stile di vita sano. L’esercizio fisico, oltre a migliorare la salute e la funzionalità cardiovascolare, aiuta a contrastare ansia e depressione, conferendo una sensazione di benessere generale. Il livello di esercizio dipende dall’età e dalle condizioni di salute globali, ma in generale non esistono controindicazioni ad una vita attiva. L’ideale sarebbe almeno 30 min di attività aerobica quotidiana.
FAQ – Domande e risposte frequenti
Perché e per quanto si effettuano le iniezioni antitrombotiche?
Le trombosi venose profonde/embolie polmonari sono una possibile complicanza dopo un intervento chirurgico. Per ridurne il rischio, si prescrive un farmaco antitrombotico (eparina a basso peso molecolare), da assumere per un periodo di tempo di circa 3/4 settimane dopo l’intervento mediante iniezioni sottocutanee. E’ dunque necessario che il paziente segua la terapia anche una volta dimesso dall’ospedale: il personale infermieristico prima della dimissione spiega al paziente e/o ad un suo familiare come eseguire l’iniezione sottocutanea (vedi sezione Dimissione).
Quando si rimuovono i punti di sutura?
I punti di sutura vanno rimossi circa 10 giorni dopo l’intervento. E’ possibile farlo in ospedale in regime di post-ricovero (contattare lo 02.8224.6970) o presso il proprio medico curante.
Dopo quanto tempo posso fare la doccia o il bagno?
Generalmente non vi sono controindicazioni: è possibile fare la doccia utilizzando appositi cerotti idrorepellenti o lavarsi a pezzi. Per lavare le ferite è sufficiente utilizzare acqua e normale sapone, evitando di strofinarle direttamente ed asciugandole poi bene. Si possono disinfettare con betadine (iodiopovidone) o disinfettanti alcolici. Il momento in cui è sconsigliato bagnare le ferite è subito dopo la rimozione dei punti di sutura: per i due giorni successivi è meglio evitare.
Si può guidare e/o prendere mezzi di trasporto?
Non ci sono controindicazioni particolari, neppure nel prendere l’aereo. Si consiglia di mettersi alla guida almeno 3 giorni dopo la dimissione.
Posso svolgere attività fisica?
Per circa 4 settimane è bene evitare di fare sport e portare pesi eccessivi (non oltre i 10 kg). Sono raccomandate invece camminate a passo svelto e lo svolgimento delle normali attività quotidiane.
Ci sono movimenti o esercizi che devo evitare?
Le camminate all’aria aperta a passo veloce sono consigliate da subito. Per attività più impegnative (che implichino il sollevamento di pesi) è preferibile aspettare almeno un mese. Solitamente durante la prima visita di controllo viene confermata la possibilità di cominciare o meno l’attività sportiva.
Dopo quanto tempo posso riprendere il lavoro?
Qualsiasi intervento chirurgico per l’organismo è fonte di stress: è quindi necessario un po’ di tempo per ristabilirsi. La durata minima della convalescenza è di 15 giorni, si può poi decidere di prolungarla insieme al medico curante in relazione alle proprie condizioni generali ed al tipo di lavoro svolto (se si tratta di un lavoro sedentario si può rientrare subito dopo, se invece implica sforzo fisico si consiglia un mese di riposo).
Posso prendere il sole?
È sconsigliata una lunga esposizione al sole o lampade nelle prime 2-3 settimane dopo l’intervento. Successivamente è bene comunque evitare l’esposizione diretta della ferita, al fine di evitare una differente colorazione permanente dell’area. È consigliabile evitare il sole sulle cicatrici ed usare una crema solare ad alta protezione sull’area per almeno 6 mesi dopo l’intervento.
Quando si può affrontare una gravidanza?
La perdita di peso ha spesso come gradita conseguenza una ritrovata fertilità, con la possibilità inoltre di concepire e partorire in maggiore sicurezza rispetto alla condizione di obesità. E’ però essenziale sapere che bisogna assolutamente evitare il concepimento durante la perdita di peso e genericamente durante il primo anno e mezzo post-operatorio.
Quando si intraprende la chirurgia ricostruttiva?
Se necessaria, si potrà accedere alla chirurgia ricostruttiva post bariatrica solo quando il peso raggiunto sarà stabile da qualche mese (in genere ad un anno e mezzo/due dall’intervento). Durante le visite di follow-up il chirurgo darà il via libera e tutte le informazioni necessarie.
Contatti utili
Segreteria Centro Obesità
02.8224.6970
da lunedì a venerdì
10.00 – 12.00 e 14.00-16.00
obesita@humanitas.it
Consigli nutrizionali
mariavittoria.vannoni@humanitas.it
02.8224.7722
Case Manager
mariavittoria.vannoni@humanitas.it
Consulto psicologico
katia.rastelli@humanitas.it
Convenzioni disponibili
Humanitas ha stipulato alcune convenzioni con l’obiettivo di facilitare l’organizzazione dei pazienti e dei loro familiari.
Treno
La convenzione con Ntv-Italo, primo operatore ferroviario privato dell’alta velocità, permette ai pazienti e a un eventuale accompagnatore di acquistare biglietti Italo di andata e ritorno a tariffe agevolate. Il servizio offre tariffe agevolate a persona per tratta su tutte le tariffe ad eccezione della low cost.
www.italotreno.it
Soggiorno
Humanitas, grazie ad accordi con i principali hotel e residence della zona, offre ai propri pazienti tariffe agevolate per pernottare nei pressi dell’ospedale. Sono disponibili tre fasce con tre tariffe uniche: 49 € (fascia blu), 69 € (fascia verde) o 89 € (fascia gialla) a notte per camera (1 o 2 persone), comprensivo di eventuali spese di prenotazione. On-line attraverso il form disponibile all’indirizzo: www.humanitas.it/info/viaggi. Può inoltre prenotare il viaggio, in treno (con Italo) e il pernottamento. È possibile effettuare il pagamento solo con carta di credito. Il cambio prenotazione è gratuito (con eventuale adeguamento alla nuova tariffa disponibile).
CasAmica Onlus
CasAmica offre ospitalità ai malati e ai loro familiari che, da tutta Italia, vengono a Milano per curarsi negli istituti sanitari della città e non possono permettersi un alloggio.
Per prenotare: 02.71040296. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 14.15 alle 17.00.
www.casamica.it
Cascina Gaggioli
Via Selvanesco 25, 20141 Milano Area attrezzata per la sosta dei camper in numero limitato (massimo 8 equipaggi) per brevi periodi di tempo. La lunghezza massima dei camper accettati è di 9 metri. L’area di sosta è attrezzata con servizi igienici, acqua, corrente elettrica, possibilità di scarico. La tariffa agevolata per i pazienti di Humanitas è di 15 € a notte (indipendentemente dal numero delle persone).
www.cascinagaggioli.it
A Casa Lontani da Casa
Il progetto “A casa lontani da Casa” mette a disposizione una rete di alloggi solidali per soggiorni notturni per i pazienti e i familiari che, per via delle cure sanitarie, devono spostarsi a Milano. La spesa massima è di circa 30 € e, per chi dichiara indigenza, è possibile, presentando il modello ISEE, soggiornare “pro bono”. Sul sito www.acasalontanidacasa.it è possibile consultare la rete di alloggi disponibili.
Per maggiori informazioni: 800.161952 (attivo 24 ore su 24).



